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  Ruoli, responsabilità e fiumi di euro
4 febbraio 2006

Non mi stupisce e non mi scandalizza la critica del Commissario Europeo Franco Frattini alla decisione di alcuni giornali italiani, tra cui “ L’opinione delle libertà”, di pubblicare le vignette satiriche sull’Islam che tante reazioni negative e violente hanno suscitato nel mondo arabo. Non mi stupisce e non mi scandalizza non perché mi sia convinto che Frattini abbia ragione e che io abbia commesso una sciocchezza nel pubblicare i disegni “neo-satanici”. Ma solo perché credo che ad ogni ruolo corrisponda una diversa responsabilità. E che la responsabilità di un Commissario Europeo sia profondamente diversa da quella di un qualsiasi giornalista. Frattini è obbligato ad utilizzare le parole sulla base di precise ragioni politiche. Che sono tutte assolutamente legittime e degne della massima considerazione. Chi si sognerebbe mai di pretendere da un rappresentante di vertice dell’Unione Europea posizioni destinate a suscitare reazioni pesanti e pericolose da parte delle masse e dei paesi arabi? 

La responsabilità della stampa libera in una società aperta retta da un sistema di democrazia liberale, invece, è completamente diversa da quella dei rappresentanti delle istituzioni. Siano esse comunitarie, siano esse statali. La responsabilità della stampa libera è quella di impedire che la propria libertà possa subire riduzioni, limiti o condizionamenti di sorta. Non in nome del propri interesse personale, che pure sarebbe del tutto legittimo. Ma in nome dell’interesse della società aperta e della democrazia liberale, che senza la libertà d’espressione sono destinate a trasformarsi, a degenerare ed a diventare delle società chiuse e dei regimi antidemocratici ed illiberali. A ciascuno, allora, il proprio mestiere e la propria responsabilità. Frattini fa bene ad impedire che i rapporti tra l’Unione Europea ed i paesi arabi subiscano pericolose alterazioni. Ma la stampa libera non può esitare un secondo nell’abbaiare a chi tenta di entrare nel recinto delle società democratiche per imporre le proprie regole e credenze e cancellare diritti di libertà conquistati nel corso di secoli di storia.

La stessa stampa libera, poi, oltre a svolgere il ruolo di “cane da guardia” della democrazia, deve anche dimostrare di non essere formata da soggetti con la sveglia al collo. Ed oltre a difendere il diritto d’espressione deve anche denunciare come lo scandalo delle vignette sia solo un pretesto per ricordare all’Unione Europea i pericoli che si possono correre in caso di riduzione del flusso dei generosissimi finanziamenti Ue alle organizzazioni dei guerriglieri mediorientali. E’ un caso che le vignette appaiano a settembre e lo scandalo alla fine di gennaio? Cioè dopo che, in seguito alla vittoria elettorale di Hammas a Gaza, la Ue ha minacciato di chiudere i cordini della borsa se i nuovi governanti palestinesi non rinunceranno al terrorismo ed alla distruzione di Israele? In questa storia, in altri termini, non c’entra la barba del Profeta. Che da settembre alla fine di gennaio si è ingrigita. C’entrano i milioni di euro che la Ue minaccia di non dare ad Hamas e che i paesi arabi vogliono ad ogni costo. Per non essere costretti a pagarli di tasca propria!