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Il giro
di boa delle tasse 31 marzo 2006 I dirigenti del centro sinistra sono sull’orlo di una crisi di nervi per l’evidente svolta avvenuta nella campagna elettorale. Il giro di boa si è verificato in occasione della sortita irrituale di Silvio Berlusconi al convegno di Vicenza della Confindustria. Da quel momento in poi il vento è girato. E, mentre la Casa delle Libertà ha incominciato a piazzare colpi su colpi, l’Unione ha preso a collezionare un errore dopo l’altro. L’esempio più clamoroso, e anche più gravido di conseguenze, riguarda il tema del fisco. Romano Prodi ha annunciato agli imprenditori l’intenzione di ridurre di cinque punti il cuneo fiscale sul costo del lavoro. Ma alla domanda scontata su come avrebbe potuto finanziare una operazione così ambiziosa e costosa, non ha saputo fornire una risposta adeguata. Ora il centro sinistra contesta al centro destra di seminare paura nell’opinione pubblica. Ma, in realtà, è solo l’errore del “professore” che ha consentito alla Cdl di prendere coscienza dei timori immediatamente dilagati nel ceto medio per lanciarsi in contropiede sul tema delle tasse. Tanto più che alla risposta evasiva e imbarazzata di Prodi a chi gli chiedeva come realizzare la riduzione del cuneo, si è aggiunto il comportamento schizofrenico dei dirigenti del centro sinistra ondeggiante tra il diniego totale di qualsiasi proposito di aumento dell’imposizione fiscale, e l’orgogliosa ammissione di voler ridistribuire il reddito colpendo chi possiede case e Bot. Nessuno è in grado di prevedere se l’autogol dell’Unione sul fisco sarà decisivo per il voto del 9 aprile. E’ certo, però, che la partita è di nuovo in bilico. E che, se il centro destra continua
a tenere la presa sull’argomento per i pochi giorni che mancano alla chiusura e non compie l’errore di farsi vedere diviso, ha buone possibilità di spuntarla sul filo di lana. |